Regole d’onore (2000)
di William Friedkin
con Samuel L. Jackson, Tommy Lee Jones, Ben Kingsley, Guy Pearce
Un colonnello dei marines, con uno stato di servizio impeccabile e una carriera ultra trentennale, si trova a dover gestire una situazione difficile all’interno dell’ambasciata americana nello Yemen, presa d’assalto da numerosi manifestanti, tutt’altro che pacifici. Una volta messo in salvo l’ambasciatore e resosi conto della pericolosità della folla, che non manca di sparare e lanciare molotov contro l’edificio, dà l’ordine di rispondere al fuoco, lasciando sul terreno ben 83 cadaveri, tra cui numerose donne e bambini.
Il Governo degli Stati Uniti, che non vuole prendersi la responsabilità politica dell’azione, scarica tutte le responsabilità su di lui, mettendolo sotto processo per omicidio plurimo e volontario. Il colonnello Childers (Samuel L.Jackson) per cercare di venirne fuori si affida al suo vecchio amico, il colonnello e avvocato Hodges (Tommy Lee Jones) perché lo difenda.
Sono tante le cose che non funzionano in questo Regole d’onore, a cominciare dal titolo scelto per l’Italia che richiama palesemente il precedente Codice d’onore, cui si accomuna anche per l’argomento trattato. I punti di contatto però finiscono qui, perché quello è un gran bel film, questo decisamente meno. La sceneggiatura infatti fa acqua da tutte le parti, soprattutto per l’incapacità di portare a compimento la crescita del pathos generato dal processo, con un finale anonimo e che non riserva alcun colpo di sorpresa.
La piattezza della trama si abbina perfettamente con la bidimensionalità dei personaggi, tra cui spicca il capo della sicurezza nazionale, interessato solo a pararsi il fondoschiena e a insabbiare le prove. Per poi tacere di come il tutto sappia di eccessiva esaltazione del corpo dei marines e delle loro azioni all’estero, che alla fine finiscono per essere comunque giustificate, sia che avesse prevalso la linea della colpevolezza di Childers sia la sua non responsabilità.
Spiace che in questo assoluto passo falso siano incappati sia un regista di ben altro livello come William Friedkin (quello de L’esorcista, tanto per dire), sia attori come Samuel L. Jackson, Tommy Lee Jones, Guy Pearce e Ben Kingsley. Insomma, un grande spreco di tanto talento, il che mi costringe a essere ancora più severo nel giudizio.
Voto: 4.5
Questo film è il giusto pensiero che ci infigge sempre da 80 anni americano. Ma non fa pensare la superiorità fasulla dei Marines. Avete perso la guerra inutile in Vietnam, dico al governo USA, non basta fare quei film ruffiani… noi sappiamo cosa avete fatto in Vietnam ammazzare chiunque passa li… donne, bambini, anziani, etc… ma avete, dico agli USA, perso una guerra malvagia ed inutile. E Mi dispiace per Samuel L.Jackson e altri avere interpretato questo orrore…